Definizione
Il gioco d’azzardo, secondo l’ordinamento penale italiano, è una tipologia di gioco nel quale ricorre il fine di lucro e la vincita o perdita è completamente o quasi aleatoria. Esso consiste nello scommettere beni, perlopiù denaro, sull’esito di un evento futuro: per tradizione le quote si pagano in contanti.
Questo evento può verificarsi nell’ambito di un gioco di società come la roulette o di una gara, come le corse dei cavalli, ma in linea di principio qualsiasi attività che presenti incertezza sul risultato finale si presta a scommesse a scopo di lucro e quindi può essere oggetto di gioco d’azzardo.
Le origini
Il gioco d’azzardo risale agli inizi dell’umanità e si presume che il suo scopo fosse quello di conoscere il volere divino.
I primi dadi sono stati rinvenuti in Cina, e risalgono a più di 5000 anni fa, ma i più antichi riferimenti alle prime forme di scommessa arrivano a partire dal 4000 a.C. in Egitto, dove si giocava a “SENET”, una specie di dama per decidere il destino oltretomba), in India e Giappone. Il dado era fabbricato con ossa di animali, spesso pecore e cervi, di cui si mangiava la carne, si facevano pellicce e si usavano i tendini per gli strumenti. Anche i Greci erano amanti del gioco d’azzardo, tanto da raffigurare l’atto del gioco dei dadi in qualche vaso. In epoca Romana, il gioco era proibito per ragioni di ordine pubblico, ma era legale scommettere. Si puntava sulle corse di bighe e di quadrighe e anche sui combattimenti dei gladiatori.
Tra le varie divinità romane troviamo anche la dea chiamata Fortuna, di conseguenza essi giocavano solo nei giorni festivi. Nello Stato Pontificio, tra Settecento e Ottocento, il fenomeno del gioco d’azzardo venne di volta in volta affrontato in maniera differente dai singoli papi: spesso additato come vizio diabolico, talvolta riconosciuto come «male» incurabile che infettava il popolo, altre volte ancora ammesso, in maniera pragmatica, come fonte di entrate. Alcuni, all’interno della gerarchia ecclesiastica, ritenevano che stroncare il fenomeno fosse un obiettivo impossibile da raggiungere: a tale conclusione era giunta, per esempio, una congregazione di teologi e canonisti, a capo della quale era stato posto il cardinale Giovanni Tolomei, incaricata di fare un’approfondita indagine da papa Clemente XI, nel 1720. Sotto Pio VII si assisté invece a un nuovo tentativo di porre un freno al dilagare dei cosiddetti «Giochi proibiti», i quali «danni gravissimi» arrecano «alla Società».
I casinò
Uno dei modi in cui il gioco d’azzardo può essere svolto è tramite i casinò. Giochi tipici dei casinò sono: roulette, blackjack, chemin de fer, slot machine e il baccarat.

I giochi d’azzardo dei casinò e i sistemi di quote delle agenzie di scommesse sono organizzati in modo da favorire il banco, garantendo di fatto alla gestione, per la legge dei grandi numeri, un introito praticamente certo, asintoticamente certo e proporzionale al numero dei giocatori e all’entità delle puntate. Infatti per la legge dei grandi numeri, dall’altra parte del tavolo più a lungo un giocatore gioca, più denaro in media perderà. In alcuni giochi esistono strategie confortate da basi matematiche, quali il Blackjack. In altri giochi, quale il baccarat, le slot machine o il pachinko queste strategie non esistono nemmeno basate sul buon senso, poiché il giocatore nel primo non prende alcuna decisione in merito agli eventi, che potrebbero essere manipolati, nel secondo gli eventi sono equiprobabili, quindi non manipolabili. Ed è così che soprattutto negli USA esistono dei professionisti del gioco. Esistono anche i bari, i quali adottano trucchi e spesso violano le regole per vincere.