La dipendenza data dalla droga
Secondo la definizione del dizionario Zanichelli, oltre che “sostanza aromatica vegetale usata per condire le vivande” la droga è “una sostanza di origine vegetale, o sintetizzata chimicamente, capace di provocare modificazioni più o meno temporanee e dannose sull’equilibrio psico-fisico di chi le assume”. Ė, quest’ultima, sostanzialmente, anche la definizione che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha attribuito alle droghe nella metà degli anni ’60, proseguendo però ad ingenerare confusione rispetto a molti farmaci, ad alcune bevande alcoliche, al fumo e persino al the e al caffè. Ė quindi più corretto, parlare di sostanze, siano essere di origine vegetale o sintetizzate chimicamente per restare alla definizione del dizionario, “stupefacenti”, indicando con esse quelle sostanze, commerciate illegalmente, che alterano il comportamento dell’individuo e che provocano effetti assai gravi sull’attività cerebrale, fisica ed emotiva.

Se dunque, semanticamente, la “droga” viene fatta risalire all’olandese “droog” (secco) e quindi a quei vegetali per l’appunto secchi dai quali venivano estratti medicamenti e spezie, sul piano scientifico – ma anche su quello di accezione corrente – viene considerata droga quella sostanza che provoca una alterazione delle funzioni biologiche dell’organismo, modificando al contempo il comportamento di chi le assume, il loro umore e il modo di rapportarsi con gli altri.
Un doppio effetto, quindi, quello a livello biologico e quello psicologico, che poi coinvolge inevitabilmente anche il livello sociale. Dal punto di vista fisiologico, l’assunzione anche occasionale di una sostanza stupefacente provoca una interferenza con i processi biochimici che regolano l’organismo e che ne garantiscono la normalità. Agendo sui meccanismi cerebrali, tale interferenza compromette inevitabilmente l’equilibrio psicologico, portando l’individuo ad abbassare le sue capacità di far fronte a situazione di disagio ambientale o interpersonale.

Una delle caratteristiche delle droghe, o più propriamente delle sostanze stupefacenti, è quella di provocare nell’individuo che le assume una condizione di dipendenza che può essere anch’essa, a seconda della droga o dell’attitudine personale, una dipendenza fisica (“assuefazione”) o psichica. Nel primo caso, che si verifica anche per i fumatori o per chi assume regolarmente sonniferi e psicofarmaci, la sostanza avrà modificato il sistema di equilibrio del corpo umano richiedendo quantità sempre maggiori in base all’aumento della tolleranza e provocando, in caso di sospensione del consumo, dei sintomi di astinenza più o meno accentuati.